mercoledì 08 settembre 2010
Home Page arrow Chi siamo
Home Page
Chi siamo
I nostri recapiti
Servizio Civile
Caritas Parrocchiali
Speciale Bambini
Una Preghiera per Te!
Archivio Notizie
Blog
Foto Gallery
Link Utili
Vecchio Portale
Le attività in ...
... settori
... servizi
... progetti

Pubblicazioni

Sp@zio Caritas

Utilità

Ricerca nel sito
Previsioni Meteo per:

Chi siamo Stampa E-mail
...... ripreso integralmente dal sito ufficiale della Caritas Italiana (www.caritasitaliana.it).

La Caritas Italiana dalla fondazione ad oggi:
mete, cammini, progetti


La Caritas Italiana viene costituita il 2 luglio 1971 con decreto della CEI, dopo la cessazione nel 1968 della POA (Pontificia opera di assistenza). Per questo nuovo organismo pastorale l’allora Papa Paolo VI indicava mete non assistenziali, ma pastorali e pedagogiche.

Gli anni Settanta, per la Chiesa italiana, sono quelli del primo piano pastorale “Evangelizzazione e sacramenti” e del primo Convegno ecclesiale su “Evangelizzazione e promozione umana” (Roma, 1976) nel quale, tra l’altro, veniva lanciata ai giovani la proposta dell’obiezione e del servizio civile e alle ragazze quella dell’Anno di volontariato sociale (AVS). A partire dalla convenzione col ministero della Difesa stipulata dalla Caritas nel 1977, gli obiettori di coscienza rappresenteranno non solo una notevole presenza nei servizi promossi dalle Caritas diocesane, ma anche il segno di una presenza di pace che per molti giovani continua nella professione, nella famiglia, nella società e nella Chiesa.

Nel ’75 si tiene a Napoli il Convegno nazionale “Volontariato e promozione umana”: è l’avvio di una riflessione che porta ad una sempre più incisiva rilevanza del volontariato nella società italiana.

All’inizio degli anni Ottanta il documento della Cei “Chiesa italiana e prospettive del paese” (1981) indica a tutta la Chiesa la strada del «ripartire dagli ultimi»; tanti servizi sorti, ma anche tutta una spiritualità che li sosteneva e sostiene, non sarebbero comprensibili al di fuori di quella impostazione evangelicamente coraggiosa. La Chiesa italiana si muove lungo le linee precise del piano “Comunione e comunità”; la pastorale assume con sempre maggiore chiarezza la realtà del territorio come luogo di responsabilità missionaria, di attenzione caritativa e sociale.

Il Convegno ecclesiale di Loreto lancia la proposta degli “Osservatori permanenti dei bisogni e delle povertà”; emergenze e problemi internazionali aprono sempre più la Chiesa e la Caritas alla dimensione planetaria maturando la convinzione di non poter separare la condivisione dalla giustizia, grazie in particolare al decisivo apporto della “Sollicitudo rei socialis”.

Gli anni Ottanta si erano aperti con l’avvio dell’esperienza dell’Anno di volontariato sociale delle ragazze in alcune diocesi: assai più ridotto del servizio civile come numeri, ma segno eloquente di gratuità e di condivisione. Altro aspetto importante la costituzione della Consulta delle opere caritative e assistenziali (poi diventata Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali).

Gli anni Novanta sono per la Chiesa italiana quelli degli Orientamenti pastorali Evangelizzazione e testimonianza della carità. Tra gli obiettivi indicati nel decennio dalla Cei c’è la costituzione della Caritas parrocchiale in ogni parrocchia. La Caritas Italiana, nel corso del ’94, effettua un “anno sabatico”; la riduzione delle attività ordinarie consente un intenso lavoro di riflessione il cui frutto è la Carta pastorale “Lo riconobbero nello spezzare il pane”.

Si moltiplicano le emergenze internazionali e i relativi impegni e presenze: ciclone in Bangladesh (’91), smembramento dell’ex-Jugoslavia e violenze in tutti i Balcani, Ruanda e intera regione africana dei Grandi Laghi. In Somalia, in uno degli interventi più significativi condotti all’estero da Caritas Italiana, alcuni armati uccidono Graziella Fumagalli, il medico che dirige il servizio antitubercolare, e feriscono il biologo Francesco Andreoli: è il 22 ottobre ’95.

Varie emergenze in Italia tra cui l’alluvione in Piemonte nel novembre ’94, il terremoto in Umbria e Marche (autunno ’97) e l’alluvione in Campania (giugno ’98).

L’anno 2000 e l’inizio del nuovo millennio
Il Giubileo

Il percorso della Caritas Italiana e delle Caritas diocesane nell’anno del Giubileo è caratterizzato da cammini di carità. Quattro i grandi ambiti dell’impegno a livello nazionale e diocesano: il debito estero, la tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale, il carcere, la disoccupazione giovanile. Inoltre ricordiamo l’impegno diocesano e parrocchiale su: povertà di strada, devianza minorile, immigrazione, insediamenti di nomadi. Vi è anche da richiamare il tema della famiglia, e delle diverse forme di disagio nei contesti familiari. Il 2000 è anche l’anno internazionale del volontariato e la Caritas Italiana approfondisce il tema, lavorando sulla identità cristiana e valoriale del volontariato, sul “dono” e sulla gratuità.

Anche altri aspetti caratterizzano socialmente l’anno: il travagliato iter della legge per il riconoscimento del diritto d'asilo a chi fugge da regimi oppressivi e, più in generale, il fenomeno immigrazione. Di grande rilievo il dibattito sul futuro di obiezione di coscienza e servizio civile dopo l’abolizione della leva militare e, altrettanto importanti, l'approvazione definitiva della Legge quadro per l'istituzione su scala nazionale di un servizio integrato di interventi e servizi sociali, come pure della legge volta a sostenere l'associazionismo di promozione sociale.

A livello planetario, il 2000 è segnato da eventi significativi: le alluvioni in Venezuela, Mozambico e golfo del Bengala, la siccità che ha colpito il corno d'Africa, i violenti conflitti interni in Colombia, Angola, Sudan, Repubblica democratica del Congo, Indonesia e Palestina. Prospettive di ripresa si sono invece registrate in altre aree del pianeta: in America centrale e in Turchia, in Somalia, in Etiopia ed Eritrea, in Ruanda.

In tutte queste aree Caritas Italiana non ha fatto mancare il suo apporto, cercando di tessere trame di prossimità e relazioni umane e sociali rinnovate.

Il Papa, a conclusione del Giubileo, traccia alcune prospettive per la Chiesa universale con la “Novo millennio ineunte” e la Chiesa italiana delinea gli Orientamenti pastorali per il nuovo decennio (“Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”)

Alla luce di queste linee la Caritas Italiana compie trenta anni di vita e l’interrogativo “Quale Caritas per i prossimi anni?” la guida in nuovi cammini di confronto e verifica per approfondire e orientare al meglio quanto finora avviato e sviluppato come capacità di osservazione, ascolto e discernimento.

Il 2001 si apre con gravi emergenze naturali e non: i terremoti in America centrale e in India, l’acuirsi della crisi in Terra Santa, gli scontri in Macedonia. Si chiude con i terribili attentati terroristici dell’11 settembre, gli attacchi in Afghanistan e l’incubo della guerra globale.

Nel 2002 continua l’impegno per i profughi dell’Afghanistan. Un impegno che, come è nello stile Caritas, vuole andare oltre l’emergenza. Ed è proprio la sfida di collegare emergenza e quotidianità a caratterizzare il 28° Convegno nazionale delle Caritas diocesane. Il 2002 è anche l’anno della ricerca sui conflitti dimenticati e dell’avvio di una presenza fissa di Caritas Italiana a Gerusalemme. Ad ottobre, le emergenze in Sicilia, Molise e Puglia attivano la rete di solidarietà rilanciando l’esperienza dei gemellaggi. A dicembre, un Convegno ricorda i trenta anni di obiezione di coscienza e i venticinque di servizio civile in Caritas, e fa il punto sull’avvio del Servizio civile volontario.

2003. «Cercare Dio per ottenere la pace, ma anche costruire qui e adesso le condizioni di un ordine che escluda la guerra e garantisca lo sviluppo dell’umanità nella giustizia». Le parole del direttore, mons. Vittorio Nozza, ricordano lo sforzo della Caritas per la costruzione di una cultura di pace, in un anno segnato purtroppo dalla guerra e dalla lotta al terrorismo internazionale. Nel mese di marzo, la rete internazionale delle Caritas si mobilita per fronteggiare gli effetti della guerra in Iraq. E la riflessione su percorsi di giustizia e pace è proseguita con il 29° Convegno nazionale, tenutosi a giugno. Titolo: "Scelte di giustizia, cammini di pace". Si prosegue con un altro Convegno di confronto, ricerca e approfondimento: "Pacem in terris: impegno permanente" (Bergamo, 22-23 ottobre). Alla fine di dicembre un violento terremoto colpisce l’Iran. Altra mobilitazione della rete internazionale delle Caritas per l’emergenza. La Caritas Italiana coordina gli interventi, cominciando subito a pensare alla riabilitazione e alla ricostruzione.

Pace, giustizia e cura del creato. Sono le linee che guidano cammini, scelte e prassi della Caritas Italiana anche per il 2004. Due i Convegni sul tema: "Responsabilità per l’ambiente. Gesti di amore per il cielo e per la terra" (Campobasso, 23-25 aprile) e "Povertà e bellezza - scelte di giustizia" (Roma, autunno). Ma l’anno pastorale 2004-2005 vede anche la Caritas condividere con l’intera Chiesa la riflessione sulla parrocchia, anticipata dal Convegno unitario Catechesi, Liturgia e Carità "La parrocchia vive la domenica", organizzato dalla Cei (Lecce 14-17 giugno 2004). Molte le attività di studio e ricerca, tra cui ricordiamo: la presentazione del Secondo rapporto sulla povertà a cura di Caritas Europa (Bruxelles, 16 febbraio 2004), la presentazione del Quinto Rapporto sulla povertà in Italia (22 ottobre), e del XIV Rapporto immigrazione Caritas Italiana - Fondazione Migrantes - Caritas Roma (27 ottobre).

Siti partner

www.vita.it - non profit online     

Abbiamo avuto 585976 accessi dal 18 agosto 2004. Grazie a tutti !!


Mambo is Free Software released under the GNU/GPL License.