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Da una email di un visitatore del nostro sito:
SIGNORE SCANSACI Il ventre della terra ha fuochi accesi Che bruciano le ali d’un gabbiano Nell’indifferenza quotidiani dei silenzi Nasce il desiderio di voler cambiare il mondo Coi sognanti programmi d’infinito. Signore scansaci
Dai falsi miti, dai colossi d’argilla Dai presagi barattati Dai Giuda e dai Pilato dall’odio delle razze Signore scansaci Da chi ci chiama fratello Nella sala d’attesa del patibolo Per consegnarci al boia Senza uno scupolo È meglio che restiamo figli unici Incatenati nella solitudine Nutrendo nel profondo delle anime L’immenso seme dell’umano credere Signore scansaci Da quest’incendio Di parole al vento. Signore Scansaci!
da MOMENTI DI VERSI Ed.MONTEDIT- Melegnano(Milano) Giugno 1997 |